La testimonianza di Domenico Scordino e Nicola Catanese all’Istituto Criminologia.it
Incontro formativo presso l’Istituto Criminologia.it con Domenico Scordino e Nicola Catanese. Un’occasione di approfondimento sui temi della sicurezza, della criminologia applicata e del valore della testimonianza istituzionale.
Scordino e Catanese ospiti presso l’Istituto Criminologia.it di Vibo Valentia
Presso l’Istituto Criminologia.it di Vibo Valentia si è tenuto un incontro formativo con Domenico Scordino e Nicola Catanese, protagonisti di una pagina significativa della storia della lotta alla criminalità organizzata in Italia. Entrambi hanno prestato servizio nelle scorte dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, testimoniando valori di professionalità, disciplina e senso dello Stato.

Profili biografici
Domenico Scordino
Già staffetta di volante nell’apparato di scorta del giudice Giovanni Falcone. Ha svolto compiti di supporto operativo e sicurezza in Sicilia, tra pedinamenti e dispositivi di protezione attiva in contesti di elevato rischio.
Nicola Catanese
Capo scorta del giudice Paolo Borsellino. È conosciuto, tra le altre vicende, per aver cambiato turno proprio il giorno della strage di via d’Amelio attraverso il lancio di una monetina, evento che gli salvò la vita.
Nel corso degli anni entrambi hanno ricevuto apprezzamenti e riconoscimenti per il loro contributo alla memoria e alla legalità.
L’incontro presso l’Istituto Criminologia.it
Durante l’incontro, Scordino e Catanese hanno condiviso esperienze dirette di servizio, analizzando con approccio tecnico e riflessivo le modalità operative delle scorte, le misure di prevenzione adottate, e le difficoltà di operare in un contesto caratterizzato da costante minaccia.
L’evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto per gli studenti dell’Istituto, offrendo una prospettiva concreta su temi di criminologia applicata, sicurezza pubblica e gestione del rischio.
Il valore formativo della testimonianza
Le esperienze presentate costituiscono una fonte di conoscenza diretta per lo studio delle strategie di tutela dei magistrati, nonché per la comprensione delle implicazioni psicologiche e organizzative connesse al servizio di scorta.
La presenza di Scordino e Catanese ha contribuito a rafforzare la missione accademica dell’Istituto: promuovere lo studio scientifico del crimine e delle politiche di contrasto alla criminalità.

Il messaggio finale
Scordino e Catanese hanno ricordato che la lotta alla mafia passa anche attraverso la memoria e la cultura. Difendere la legalità significa riconoscere il valore del sacrificio, continuando a trasmettere questi esempi con coraggio e responsabilità. Condividerne le emozioni, le incertezze, le paure — e anche la forza — aiuta a costruire un ponte con le nuove generazioni.
Gli studenti hanno ricevuto un messaggio chiaro: la legalità si impara, si trasmette, si difende ogni giorno.

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